
Senza Tregua e’ la nostra determinazione, la nostra volontà di cambiare l’esistente.
E’ la lotta degli studenti e dei lavoratori che ogni giorno sentono sulla propria pelle il peso dello sfruttamento di un sistema ingiusto; di coloro che pagano una crisi che non hanno creato e con cui altri si sono arricchiti.
Senza tregua e‘ la rabbia degli studenti per la propria condizione, per scuole fatiscenti, per riforme classiste e continui tagli all’istruzione; per chi ci prende in giro con il merito quando ciò che conta in questa società e’ solo il denaro.
Senza tregua e’ la vita di un precario che non ha diritto ad un futuro; il ricordo di una famiglia che ha perso una persona cara sul posto di lavoro.
Senza tregua e’ il nostro disgusto per chi guadagna sulle spalle degli altri, per chi opprime i popoli in nome del proprio arricchimento, per chi sostiene che sporche guerre siano missioni di pace.
Senza tregua e’ la nostra lotta contro il razzismo, contro l’intolleranza ed il revisionismo, contro chi usa la paura per dare false risposte ai problemi della gente.
Senza tregua e’ il nostro disgusto per questa società, Per questo governo.
Senza tregua e’ la nostra lotta.
DRUG TITO 18dicembre2009
AVETE LEVATO LA MUSICA MA PERCHE?SPIGNEVA CODDIO
paolo 5febbraio2010
IL GOVERNO APPROVA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI LA SCUOLA SCIOPERA IL 12 MARZO
Cobas Scuola
Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai Regolamenti della sciagurata “riforma” delle superiori. Tale “riforma” non ha alle spalle alcun progetto didattico, come non ne avevano alle elementari la “maestra unica” o la devitalizzazione del Tempo Pieno. Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio, a spese di una istruzione sempre più impoverita, giudicata un investimento improduttivo da questo e dagli ultimi governi. Ma la partita non si chiude qui. I Regolamenti dovranno superare ancora non solo le obiezioni del Consiglio di Stato ma ottenere l’approvazione della Corte dei Conti e del capo dello Stato, fino alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Solo allora le scuole potranno presentare l’“offerta formativa” alle famiglie che, essendo a poche settimane dalla scadenza per le iscrizioni (26 marzo), dovrebbero iscrivere i figli pressoché “al buio”. Soprattutto, in queste poche settimane docenti, genitori e studenti vedranno il progetto distruttivo in tutta la sua brutale concretezza, città per città, paese per paese, con le scuole che spariscono, gli accorpamenti folli, gli indirizzi di studio soppressi. Ci sono dunque le condizioni perché si sviluppi, qui ed ora, una forte opposizione alla “riforma” da parte di docenti ed ATA, precari e “stabili”, studenti, genitori. Dobbiamo intensificare subito la lotta, agevolando la mobilitazione di tutto il popolo della scuola pubblica. Tale lotta culminerà il 12 marzo nello sciopero generale della scuola per l’intera giornata, convocato dai Cobas, e in una grande manifestazione nazionale (P.della Repubblica ore 10, corteo fino al Ministero di V.Trastevere), per il ritiro della “riforma” delle superiori; contro i tagli, il decreto Brunetta, il disegno di legge Aprea e la gerarchizzazione nella scuola; contro il decreto “ammazza precari”, per l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti; perché l’obbligo scolastico venga innalzato e non abbassato a 15 anni, per significativi investimenti, per la democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea. In testa al corteo del 12 marzio ci saranno i precari/e, che in questi mesi si sono battuti coraggiosamente in difesa della scuola pubblica, della qualità dell’insegnamento e del loro posto di lavoro.