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maggio 17th, 2012 Senza categoria none Comments

Terminato l’afflusso dei dati delle diverse scuole possiamo dire che il boicottaggio delle prove invalsi è sicuramente riuscito. Sulle scuole campione in media la percentuale degli studenti che hanno consegnato in bianco, che non sono entrati a scuola è stata superiore al 50%. A questi vanno aggiunti i casi in cui gli studenti, costretti da presidi e professori hanno dato risposte a caso, rendendo il test inservibile al momento dell’elaborazione dei dati. Boicottaggi si segnalano all’Armellini, all’Aristotele, all’Archimede, al Socrate, al Visconti, al Plauto, al Pasteur, al Majorana, al Neumann, all’Amaldi, all’Augusto, al Nomentano e all’Orazio. Il risultato maggiore è stato registrato al Giordano Bruno dove nel linguistico e nello scientifico ha raggiunto il 100% e in provincia all’Istituto Agrario Da Vinci di Cerveteri dove su 158 studenti interessati il boicottaggio è stato effettuato da 144. Sempre in provincia ottimo risultato anche all’Alberghiero De Benyac dove tutti e 98 gli studenti hanno boicottato i test. Tutto questo nonostante i tentativi di impedire il boicottaggio operati da presidi e professori: dalle minacce di provvedimenti disciplinari al conteggio della prova, da tutti giudicata semplice, per la valutazione di fine anno. Il messaggio che gli studenti mandano al MIUR è chiarissimo: no all’INVALSI come prova di esame. Su questo il risultato del boicottaggio di oggi parla chiaro.

Per il secondo anno consecutivo anche nella scuola superiore si terranno le prove di valutazione dell’INVALSI. Si tratta di una tappa importante che va nella direzione dello smantellamento della scuola pubblica. Dietro l’apparenza di una semplice valutazione si nasconde in realtà un preciso progetto politico. Il sistema di valutazione dell’INVALSI è l’altra faccia della medaglia della fine del valore legale del titolo di studio voluta dal Governo Monti. Attraverso la classificazione dei risultati infatti si aprirà questo percorso anche sulle scuole superiori. Le differenze tra scuole si acuiranno, in un contesto sociale come quello italiano, che per divisioni tra nord e sud del paese, centro e periferie delle città, avrebbe bisogno di un intervento esattamente nella direzione opposta. Al posto di assicurare livelli d’istruzione omogenei e più qualificati su tutto il territorio nazionale, a prescindere da divisioni geografiche e sociali, si sceglie la strada della divisione tra istruzione di serie A ed istruzione di serie B, C,D ecc.. Nonostante la dubbia rilevanza scientifica e le critiche mosse ai test, il modello del quiz a crocette conquista sempre maggiore spazio nelle scuole. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare per i risvolti culturali che comporta. Ad un modello orientato all’acquisizione del senso critico, mettendo in luce la soggettività dello studente e puntando al pieno sviluppo della sua personalità, si sostituisce un modello di adesione acritica ad una verità prestabilita, in cui nulla rimane dell’analisi critica. Nulla può essere pensato all’infuori di ciò che è già dato, e allo studente si chiede l’operazione meccanica di scegliere tra proposte che altri hanno individuato per lui. I risvolti culturali e le implicazioni sociali di questo processo sono chiarissimi. Read more »

maggio 3rd, 2012 iniziative none Comments

“Senza Tregua non parteciperà al dibattito “Basta Guerre!” organizzato da “Per il Bene Comune” venerdì 4 Maggio. Condannando duramente le mire imperialistiche contro l’Iran, non abbiamo aderito all’iniziativa non condividendo la scelta dei relatori.”

 

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aprile 20th, 2012 Capitale/Lavoro none Comments

BERTINOTTI CONTESTATO AL SOCRATE DAGLI STUDENTI DI “SENZA TREGUA”: «E’ UN INCOERENTE.»

All’assemblea che si è tenuta oggi al Socrate organizzata da professori e preside sul tema del “conflitto sociale in Italia”, gli studenti di Senza Tregua hanno duramente contestato l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e il deputato ex cisl Pezzotta. All’ingresso dell’Aula Magna della scuola gli studenti di Senza Tregua, hanno accolto Bertinotti con i ritagli di giornale dell’articolo di repubblica sulla sua partecipazione ad uno spettacolo prodotto dalla Fendi. Terminati gli interventi degli ospiti gli studenti hanno duramente contestato l’ex Presidente della Camera. Lorenzo Lang, consigliere di presidenza della consulta legge una lettera di Rodari, in cui lo scrittore diceva di saltare due pasti a settimana per lo stipendio dato come direttore del giornale comunista di Varese e aggiunge: «Lei ritiene che queste parole si addicano alla Sua condizione, alla modalità e allo stile con cui ha svolto in questi anni il suo ruolo di deputato?» e ancora, parlando del valore della coerenza  chiede a Bertinotti: «come si faccia a dire di essere contro la precarietà e votare ogni misura di legge che vada nella direzione opposta, come avete fatto con il secondo governo Prodi e così con la scuola pubblica votando i fondi alle private e contro la guerra votando le missioni all’estero» Non attende neanche la risposta Lorenzo sostenendo:  « Adesso Lei è libero di dire quello che vuole ma negli anni precedenti, quando si trattava di scegliere se salvare la propria condizione o essere coerenti ha già risposto a questa domanda.» L’intervento è applaudito da tutti gli studenti in sala. Read more »

aprile 15th, 2012 Senza categoria none Comments

Commentare le parole della Santanchè è sempre uno sforzo inumano, che tuttavia sentiamo di dover fare per spiegare, specie ai tanti giovani che come noi non hanno vissuto l’esperienza storica del dopoguerra, le profonde differenze politiche che segnano quell’epoca dalla nostra. L’attacco che la Santanchè ha rivolto a Nilde Iotti è solo l’ultimo e il più singolare dei tentativi di revisionare la storia tentando impossibili equiparazioni e similitudini. Oggetto principale di questo attacco è la storia del Partito Comunista Italiano, dei suoi militanti e dirigenti. Una precisazione obbligata è che questo articolo non vuole essere in nessun modo una analisi storica del ruolo del PCI, riflessione lunghissima che avrebbe bisogno di ben più di un articolo. Non ci spingeremo pertanto nei giusti giudizi di critica che specie nell’ultima parte della storia di quel partito sono più che legittimi. Non analizzeremo fino in fondo, per dirla con poche parole, la questione politica fondamentale sulla natura del PCI, su quando in modo particolare all’interno di quel partito, specie e soprattutto della sua dirigenza, l’obiettivo del superamento del capitalismo venne accantonato, ma ci limiteremo ad alcune costatazioni forse più superficiali, ma che sono indispensabili oggi almeno per contrastare l’ondata infamante e revisionista sulla storia dei comunisti in Italia. Stesso discorso vale per la figura politica di Nilde Iotti, che nel dibattito interno al Partito Comunista ha avuto spesso posizioni di “destra”, tanto da essere tra le prime ad aderire convintamente alla creazione del PDS. Ma nonostante queste riflessioni, più squisitamente interne, e in un certo senso riservate agli addetti ai lavori, non possiamo tacere di fronte al tentativo di equiparare la figura di Nilde Iotti a quella della consigliera regionale del PDL Minetti, recente affermazione di Daniela Santanchè. Read more »

il testo in italiano dell’intervista a Lorenzo Lang, responsabile scuola di Senza Tregua, pubblicata su “Odighitìs” il giornale della KNE, la Gioventù Comunista di Grecia. Read more »

Ieri, 2 Aprile, si è spento il partigiano Rosario Bentivegna.
Nel commemorare la sua vita, la sua lotta, le sue imprese, è sconfortante dovere ancora leggere le stesse infami accuse che da anni vengono faziosamente mosse contro di lui e contro tutti i partigiani
che parteciparono all’azione di via Rasella. Oggi, Rosario Bentivegna non può più respingere queste falsità in prima persona, come ha sempre, e con successo, fatto nel corso degli anni: spetta anche a noi quindi, difendere la memoria di questo  grande uomo; spetta anche a noi ricordare e rivendicare la legittimità dell’azione partigiana, di quello specifico attacco come della Resistenza tutta; spetta anche a noi ricordare e ribadire che la responsabilità
dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine ricade tutto sulle spalle della canaglia nazi-fascista; spetta anche a noi ricordare la bestialità e la ferocia del nazi-fascismo, e di non permettere che la storia venga infangata dalla menzogna.

La lotta non si ferma, la memoria non si cancella.

Abbiamo chiesto a Mario, studente spagnolo in Erasmus a Roma, militante del PCPE (Partito Comunista dei Popoli di Spagna) e del CJC (collettivo dei giovani comunisti), una riflessione sullo sciopero generale del 29 marzo in Spagna. Ecco il suo articolo.Solo mediante la creazione di potere operaio si distruggere il potere dei monopoli.

Solo mediante la creazione di potere operaio si distruggere il potere dei monopoli.

Il 29 marzo è stato il giorno dello sciopero generale in Spagna, indetto da quasi tutti i sindacati del paese.  Si è verificato così il primo confronto diretto e aperto tra i lavoratori e il governo conservatore guidato da Mariano Rajoy, dopo “il decreto” con cui ha lanciato la sua brutale “riforma del lavoro” ed il suo invio al Congresso dei Deputati. Il numero dei partecipanti allo sciopero è stato superiore agli ultimi due più importanti scioperi dell’ultimo decennio  (quello del 20 giu. 2002 e del 29 sett. 2010) allora convocati contro i tagli e le misure adottate dal governo socialdemocratico di Jose Luis Rodriguez Zapatero e da quello conservatore di José María Aznar. Read more »

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